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Paolo Mazzolini, che ricerca la qualità in tutte le sue forme, vi consiglia alcune mete da non perdere, nel cuore della Carnia:

ARTA TERME

La pieve di San Pietro

La antica pieve di San Pietro, che domina la valle, si può raggiungere con l’auto da Zuglio, oppure con una panoramica passeggiata, direttamente da Arta Terme. La struttura gotica attuale, voluta dal Patriarca di Aquileia nel 1312, è stata costruita sopra una chiesa romanica preesistente. Assolutamente da vedere, lo splendido altare ligneo di Domenico da Tolmezzo (1482).

COMEGLIANS

Chiesa di S.Giorgio

La parrocchiale di San Giorgio, una delle chiese più antiche della Carnia, domina Comeglians da una rupe che, in epoca romana, era fortificata. Edificata nel 1300, la chiesa è stata ristrutturata alla metà del 1700. Al suo interno, mobili intagliati, arazzi e dipinti settecenteschi, e un’ara sepolcrale romana del I secolo d.C. Su una facciata un’epigrafe e, sull’altra, le figure dei coniugi Lucio Vurzul Albino e la moglie Ammonia, con una lunga tunica, che siede filando la lana.

Chiesetta di S.Nicolo’

La costruzione risale al 1200, ed è stata rimaneggiata a metà del 1400. Le pareti, che erano state completamente coperte durante la peste, conservano tracce di affreschi medioevali. Un piccolo e commovente gioiello, che merita una visita.

INVILLINO (VILLA SANTINA)

Gli scavi romani

Sul Col di Zuca, in un luogo solitario e incombente sul greto del fiume Tagliamento, gli scavi hanno portato alla luce un complesso degli inizi del V secolo, pavimentato a mosaico (ben visibile il “nodo di Salomone”, motivo presente anche nel pavimento della Basilica di Aquileia). L’area degli scavi non è grande, ma l’ambiente naturale é particolarmente suggestivo.

MONTE ZONCOLAN

La leggenda del “Giro”

Facilmente raggiungibile da Ovaro, il monte Zoncolan ha legato il suo nome alla storia del ciclismo e quella del Giro d’Italia in particolare, con le sue pendenze superiori al 15%. Dai 1750 metri della vetta si gode di uno straordinario panorama sulle valli circostanti. Sono visibili infatti le Dolomiti Pesarine, i monti Coglians, Peralba, Crostis, Sernio, e moltissimi paesi delle diverse vallate.

OVARO

Pieve di Gorto

Santa Maria di Gorto è una delle più antiche Pievi della Carnia. Citata già nel 1299, incorpora nelle sue strutture elementi scultorei che possono anticipare la datazione all’ottavo secolo. Da visitare anche il piccolo museo allestito ai suoi piedi, in località Cella. All’interno, fra i tanti reperti, la bella pala d’altare del 1567 e i “pinpinacui”: una raccolta di misteriose sculture di figure oranti, di epoca anteriore al cristianesimo. Proprio alla Pieve di Gorto, fino alla fine del 1700, venivano portati a piedi in processione, i corpi di coloro che erano morti durante i lughi inverni nei paesi delle valli vicine, fino a Sappada. Le processioni si svolgevano a primavera, quando lo scioglimento della neve rendeva nuovamente percorribili le antiche strade.

Il palazzo delle cento finestre

Situato a Mione, proprio di fronte ad Ovaro, il palazzo della famiglia Micoli Toscano domina l’intera vallata. L’edificio bianco, con il grande tetto e le finestre regolari color verde smeraldo, ha colpito la fantasia popolare fino dal 1836, quando è stato costruito, tanto da essere chiamato “Il palazzo delle cento finestre”. Il complesso comprende un giardino e un fabbricato rurale.

POVOLARO

Altare ligneo

Nella chiesa di San Floriano, che domina il paese, si può ammirare un bellissimo altare ligneo di Michael Parth da Brunico, realizzato nel 1541.

MONTE CROSTIS

La panoramica delle vette

Da Tualis (frazione di Comeglians) parte la “Panoramica delle vette”. La strada, da percorrere con la dovuta prudenza, è in parte asfaltata e in parte sterrata, e si arrampica a mezza costa sul versante Sud del monte Crostis (2250 mt). Eccezionale la vista sulla Val Degano, in un bellissimo paesaggio montano, con rocce che risalgono a 300 milioni di anni fa, quando la zona era coperta dal mare. Nella stagione delle fioriture, sbocciano distese di Arnica e di Genziana.

PESARIS

Il paese degli orologi

Pesaris, con le sue case settecentesche che sembrano dei piccoli palazzi, è una delle realtà più caratteristiche della Carnia. Visitando il paese si “respira” un passato di agiatezza, che è stato possibile grazie alla produzione degli orologi, che già dal 1700 venivano venduti in tutta Europa. Non c’è da stupirsi allora se a Pesaris troviamo anche un Museo dell’orologio, e se proprio l’orologio sia il soggetto ispiratore di una serie di installazioni, curiose e a volte spettacolari, che interessano l’intero abitato.

SAURIS

Sauris di sotto

La chiesa di Sant’Osvaldo risale al 1300, con rifacimenti nei secoli successivi, che non hanno alterato l’armonia e l’eccezionale serenità che il luogo trasmette a chi lo visita. All’interno, uno straordinario altare ligneo a sportelli (Flugelaltar), eseguito da Nicolò da Brunico nel 1524.

Sauris di sopra

In bella posizione, la chiesa di San Lorenzo che, documentata fino dal 1328, conserva ancora oggi molti elementi dello stile gotico originario. Al suo interno, in un vano della parete destra, un bellissimo altare ligneo a portelle dell’Ultima cena di Michael Parth da Brunico (1551).

TOLMEZZO

Il Museo Carnico delle Arti Popolari

Al centro di Tolmezzo, uno dei musei etnografici più importanti d’Europa documenta usi, costumi e tradizioni delle diverse vallate carniche, in un arco di tempo che va dal 1300 al 1800. Vi troviamo ricostruiti diversi ambienti domestici, dalla cucina alle camere, assieme a botteghe artigiane. Uno spazio particolare viene dedicato alla tessitura e alla storia, tanto straordinaria quanto poco nota, di Jacopo Linussio che, a metà del 1700, fu il primo imprenditore in Europa a concepire il lavoro femminile a domicilio. Alle sue dipendenze si calcola che arrivarono a lavorare oltre trentamila persone.

ZUGLIO

Museo archelogico

Il Museo raccoglie numerosi reperti provenienti da lulium Carnicum, centro fondato probabilmente durante il proconsolato di Giulio Cesare (58-49 a.C.). Controllava un territorio particolarmente vasto, e rappresentava l’unico nucleo urbano romano per un ampio tratto dell’arco alpino. La sua funzione era quella di vigilare sulla strada che – attraverso l’attuale Passo di Monte Croce Carnico – assicurava il collegamento tra Aquileia e la provincia del Norico (Austria meridionale).

Scavi

Nelle vicinanze del Museo, è possibile visitare l’area degli scavi, incentrati sul foro e su alcuni edifici pubblici. Sono visibili i resti della basilica civile della prima età imperiale, la base del portico, il podio del tempio e il criptoportico della basilica, con lo scalone di accesso al primo piano.






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